John Paul II Foundation
Foto © Wlodzimierz Redzioch

A Roma dalla Polonia per ricordare l’elezione di Giovanni Paolo II

La diocesi di Cracovia in pellegrinaggio presso la tomba di Papa Wojtyła

Włodzimierz Rędzioch

“San Giovanni Paolo II non smette di vegliare sulla Chiesa che è a Cracovia, che ha tanto amato! (…) Anch’io mi affido con voi alla sua intercessione”. Con queste parole Francesco ha salutato 800 pellegrini polacchi della diocesi di Cracovia ricevuti in aula Paolo VI il 10 ottobre, prima dell’udienza generale. Lo scopo del pellegrinaggio: commemorare il 40° anniversario dell’elezione del card. Wojtyła, l’allora arcivescovo metropolita di Cracovia, alla Cattedra di Pietro. E tra i pellegrini c’era anche l’arcivescovo emerito, card. Stanisław Dziwisz, già segretario di Giovanni Paolo II, e l’attuale arcivescovo della città polacca, mons. Marek Jędraszewski, che ha salutato il Papa a nome della diocesi e dei presenti.

Dopo ha preso la parola Francesco che all’inizio del suo discorso ha ricordato la GMG e “la santa Chiesa di Dio che è in Cracovia, che mi ha accolto a braccia aperte nell’estate del 2016”. Successivamente ha parlato della grande figura del suo predecessore tanto radicata nella sua terra natia e formata sull’esempio dei suoi santi: “San Giovanni Paolo II ha arricchito la Chiesa universale con una grande abbondanza di doni, che in buona parte ha ereditato dal tesoro di fede e di santità della vostra terra e della vostra Chiesa. Egli portava nel cuore e, per così dire, nella carne le testimonianze dei santi di Cracovia: da San Stanislao e Santa Edvige Regina, a Sant’Alberto e Santa Faustina. Da loro ha imparato la sconfinata dedizione a Dio e la grande sensibilità per ogni uomo; dedizione e sensibilità che si sono manifestate nel suo ministero sacerdotale, episcopale e papale. Ha ricevuto da Dio il grande dono di saper leggere i segni dei tempi alla luce del Vangelo, e lo ha fatto fruttare a beneficio del cammino del suo popolo, del vostro popolo, che nelle diverse vicende dolorose non ha mai perso la fiducia in Dio e la fedeltà alla propria cultura radicata nello spirito cristiano”. Il Papa ha ricordato che Giovanni Paolo II, rimanendo fedele a queste radici, “ha cercato di far sì che la Chiesa si ergesse come custode dei diritti inalienabili dell’uomo, della famiglia e dei popoli, per essere segno di pace, di giustizia e di sviluppo integrale per l’intera famiglia umana”. Ma nel suo agire, prima di ogni calcolo umano, Papa Wojtyła dava la priorità alla grazia e all’obbedienza alla volontà di Dio.

Questa grande eredità lasciata da Giovanni Paolo II rimane per tutta la Chiesa, ma in modo speciale per i suoi compatrioti, “una sfida ad essere fedeli a Cristo e a rispondere con gioiosa dedizione alla chiamata alla santità, che il Signore rivolge a ciascuno e ciascuna di noi, nella nostra specifica situazione personale, familiare e sociale”.

Alla fine dell’udienza Francesco ha voluto fare una preghiera a Maria davanti ad un’antica icona della Madonna di Myślenice che pellegrini hanno portato dalla Polonia.

Durante il pellegrinaggio a Roma, che è durato tre giorni, i polacchi hanno partecipato il 9 ottobre alla Messa nella Basilica di Santa Maria Maggiore presieduta dal card. Stanisław Ryłko, arciprete della Basilica, e successivamente al concerto dell’orchestra sinfonica “Podkarpacka” di Rzeszów e del coro interuniversitario dell’Istituto di Musica Sacra a Cracovia. Durante il concerto sono stati eseguiti i brani classici di Mozart ma anche la musica religiosa contemporanea di Frisina e dei compositori polacchi: Penderecki, Kilar e Gòrecki.

Invece l’11 ottobre, alla conclusione del pellegrinaggio, è stata celebrata una solenne Messa nella Basilica di san Pietro, presso l’altare della Cattedra presieduta del mons. Jędraszewski. Dopo l’Eucaristia i sacerdoti celebranti si sono recati alla Cappella di san Sebastiano per recitare la litania a san Giovanni Paolo II presso la sua tomba chiedendogli di accompagnare dal cielo la Chiesa che è a Cracovia.